venerdì 27 febbraio 2015

Esponi brevemente il contenuto del libro letto, poi soffermati su quello che ti è piaciuto di più motivando la tua scelta ed esponendo le tue considerazioni sulle tematiche trattate dall' autore facendo riferimento anche alle tue esperienze personali.

Quest' estate la mia professoressa d'italiano ci ha assegnato da leggere un libro: "L'inventore dei sogni"di Ian McEwan. Questo libro narra la storia di un ragazzo di nome Peter Fortune. Peter è un bambino un po' particolare, sogna ad occhi aperti e in questo libro racconta le sue avventure immaginarie; sogna di far sparire la famiglia con la "Polvere Svanillina", sogna che la sua vicina di casa sia il ladro che da più di un mese deruba il quartiere, sogna che le bambole di sua sorella prendano vita... I grandi lo considerano strano, per esempio la sua maestra di matematica crede che sia incapace di fare i calcoli perché sul foglio del suo compito in classe non scrive nulla. IN realtà Peter non è un bambino ignorante, durante il compito in classe incomincia a sognare e quando le sue avventure immaginarie terminano non ha più tempo per svolgere il suo lavoro. Spesso incontriamo persone che si rifugiano in un mondo tutto loro, in un mondo dove nessuno può entrare e solitamente le considerano strane. Sbagliano a valutarle in questo modo perché non si può definire una persona "strana" solamente perché sogna ad occhi aperti. Io le definirei "particolari"  perché sono persone che si differenzino dalle altre proprio per le loro avventure immaginarie, hanno una propria personalità e questo è l'importante nella società d'oggi, non bisogna essere tutti uguali. A mio avviso questa è la tematica più importante che l'autore sottolinea. Peter mi ricorda tanto un mio compagno delle scuole elementari anche lui era particolare, sognava ad occhi aperti...e tutti noi lo volevamo bene perché, anche se era un po' diverso, aveva una sua personalità.

giovedì 26 febbraio 2015

“Il bullismo ha come protagonisti vittime, bulli, gregari e spettatori. Definisci queste figure facendo riferimento anche a esperienze personali o a fatti di cronaca.”

Canzoni, programmi televisivi, film, racconti, libri ci parlano del bullismo, una violenza, che può essere fisica e psicologica, contro una vittima, una persona perlopiù debole. Il bullismo oggi è uno dei fenomeni maggiormente diffusi e si sta sviluppando soprattutto all’interno delle scuole tra gli adolescenti. Aumentano ogni giorno di più questi casi, queste notizie sui giornali e in televisione, e si aggravano sempre di più fino a che le vittime sono costrette a lasciare la scuola e a vivere in un clima di terrore e a non riuscire a riprendersi più. Il bullismo non è una forza, ma una debolezza e se un ragazzo picchia o minaccia un altro lo fa per sentirsi forte e temuto e per nascondere le sue debolezze, la sua sensibilità e non riesce ad esprimersi in altri modi. Nella maggior parte dei casi, infatti, il bullo vive in situazione difficili, come problemi di famiglia, e tende a riversare la sua rabbia sugli altri, anche se questa di sicuro non è una giustificazione. Il bullo viene temuto dai suoi coetanei, i quali hanno paura di denunciarlo o di raccontare le violenze subite, e così egli continua, sapendo che non verrà mai punito. È vero, nascondendo i fatti la situazione peggiora … Ma è così facile a dirsi! La vittima è tale proprio perché debole e non ha la forza di denunciarlo e di parlare e così soffre in silenzio, isolandosi; ma anche se questa lo denunciasse subirebbe lo stesso violenze proprio perché ha parlato e sarebbe, quindi, un ciclo infinito. Bisognerebbe capire cosa c’è dietro a questi comportamenti aggressivi e cercare di aiutare i prepotenti, in quanto chi oggi è solo un bullo, domani potrà diventare un delinquente. La posizione peggiore, secondo me, all’interno di questi casi sono gli spettatori, la maggioranza silenziosa, indifferente, i quali offrono un valido appoggio al bullo e ai suoi gregari, che hanno bisogno di un pubblico, attraverso risatine, battute; ma che potrebbero diventare una valido aiuto per la vittima informando docenti e genitori di quello che accade.  Spesso questa posizione è dei ragazzi che vorrebbero aiutare la vittima, ma hanno paura di diventare i prossimi  bersagli e così tendono all’indifferenza e a tenersi in disparte. Non denunciando l’accaduto si rendono complici del bullo e non migliorano affatto la situazione. Bisognerebbe prendere coraggio e dichiarare tutte le violenze e, magari, parlarne con un insegnante che può influire maggiormente, anche se mi rendo conto che non è per niente facile. Infine, vi sono i gregari, ovvero gli scagnozzi del bullo, e senza di loro il questo si ridimensionerebbe in breve tempo e sono loro a dare la forza e l’energia al loro leader, il loro capo indiscusso. Facendo una ricerca più approfondita, ho letto che esistono più tipi di gregari: quello mite, colui che vede il bullo come un eroe e lo ammira talmente tanto che non si accorge nemmeno dei comportamenti cattivi o tende a giustificarli. Spesso questo, in assenza del bullo, ha atteggiamenti positivi; non usa mai la violenza e non partecipa direttamente alle prepotenze; a volte è perfino bravo a scuola. Poi vi è quello ansioso, che è aggressivo, insicuro con una bassa autostima, indeciso, agitato e impulsivo. Partecipa alle violenze anche se cerca sempre il consenso del bullo e in genere non è bravo a scuola. Quello violento, non teme lo scontro fisico, spesso tende a fare cose vietate, come bere e fumare, partecipa a pieno titolo alle provocazioni. Il gregario lusingatore,invece, è il più falso, furbo, meschino; mentre quello carismatico ha una forte personalità, è astuto e non particolarmente forte sul piano fisico. Inoltre, esistono vari tipi di bullismo: il cyber bullismo, quello che si nasconde dietro a un messaggio attraverso sms per minacciarlo o dargli fastidio; il bullismo fisico attraverso spintoni, calci; quello verbale attraverso nomi offensivi e sgradevoli; infine quello psicologico attraverso l’emarginazione da un gruppo o attraverso voci false. Pochi mesi fa, è accaduto a Napoli un atto di bullismo dove la vittima era un ragazzino di quattordici anni che è stato seviziato con una pistola ad aria compressa in un autolavaggio per il semplice fatto di essere grasso. In una sera tre ragazzi dell’età di 24 anni l’hanno bloccato, gli hanno abbassato i pantaloni e soffiando con un tubo d’aria compressa gli hanno provocato lacerazioni nell’intestino. La vittima è attualmente nel reparto di terapia intensiva e lotta tra la vita e la morte. I bulli si difendono dicendo: “Era una gioco, non era nostra intenzione.” Non solo erano tre contro uno, ma tre ventiquattrenni contro un quattordicenne, per fortuna gli aggressori sono in galera per omicidio colposo. Spero che un giorno non ci saranno né vittime né bulli e che sparisca questa forma di violenza che si sta diffondendo sempre di più.


mercoledì 25 febbraio 2015

                                                                            Tema
Esponi brevemente il contenuto dei libri letti, poi soffermati su quello che ti è piaciuto di più motivando la tua scelta ed esprimendo le tue considerazioni sulle tematiche trattate dall'autore, facendo riferimento anche alle tue esperienze personali.
Quest' estate la professoressa d'italiano ci ha assegnato da leggere due libri:" Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway. Questo libro narra la storia di un vecchio lupo di mare che, a causa della sua vecchiaia, perde l'abilità nel pescare. Il vecchio è stato accompagnato per tanti anni da un ragazzo, Manolin, ma poiché da ottantaquattro giorni non pescano più nulla, i genitori del giovane lo costringono ad unirsi ad un altro gruppo di marinai. Il vecchio, rimasto solo, decide di imbarcarsi ugualmente. è difficile per un uomo anziano viaggiare in mare aperto, ma il vecchio non perde il coraggio e riesce a pescare un pesce  enorme, più grande della sua stessa barca. Passano tre giorni e tre notti difficili nelle quali l'anziano signore tenta di fermare gli squali che vogliono divorare la sua preda, ma è tutto inutile. Alla fine del viaggio fa ritorno alla sua capanna distrutto e senza il pesce che aveva catturato.
Questo libro non mi ha appassionata molto, ma a mio avviso è stato troppo descrittivo, nei minimi particolari, e questo poteva annoiare un po'. Devo dire, però, che mi ha colpito molto il coraggio del vecchio lupo di mare, anche se non aveva speranze ha fatto del suo meglio per salvare la sua preda e da solo ha avuto l'audacia di imbarcarsi in mare aperto. A mio parere una delle tematiche che l'autore ci vuole far comprendere è che per realizzare quello in cui si crede bisogna "mettercela tutta". Io personalmente non sono coraggiosa ma penso che questo libro trasmetta l'importanza dell'essere audaci. Un altro tema affrontato dall'autore è l'amicizia . Il ragazzo, nonostante i genitori gli avessero proibito di frequentare il vecchio, trascorreva del tempo con l'anziano lupo di mare: gli portava il caffè, i giornali, lo andava a trovare nella sua capanna... Questa problematica nel libro non viene particolarmente sottolineata ma, secondo me, è comunque molto importante.

mercoledì 26 novembre 2014

"Hai appena cominciato la scuola media... cosa provi? Esprimi le tue considerazioni in merito."

Quest'anno ho incominciato la scuola media e, precisamente, la "       " nella quale frequento la prima "  ". Il primo giorno di scuola ero agitata, impaurita ma, allo stesso tempo, felice di conoscere nuovi compagni e ansiosa di imparare cose nuove. A preoccuparmi sono le nuove insegnanti ma, una volta conosciute, la preoccupazione è finita. Fortunatamente oltre ad essere brave sono anche simpatiche. Le mie ansie sono terminate in parte anche perché mi devo ancora ambientare del tutto, spero quindi di fare amicizia con i ragazzini della mia classe che provengono da altre scuole elementari. In questi tre giorni ho visitato tutto l'Istituto: il laboratorio di scienze, di matematica, di spagnolo, di informatica e di ceramica, ma non so decidere quale è il mio preferito perché c'è molta scelta ma, di sicuro, sono tutti molto interessanti. Le sorprese non sono finite qui: coinvolgenti sono anche i corsi musicali. Infatti il primo giorno di scuola siamo stati accolti dalla banda musicale formata dagli studenti di questa scuola. Ho conosciuto anche il mio professore di "  ", strumento musicale che adoro , e spero di poter imparare tanto, così un domani farò anche io parte di questa banda. So, anche, di dovermi impegnare maggiormente nello studio delle nuove materie ma, sono sicura di potercela fare. Spero, inoltre, di poter far presto amicizia con i miei compagni e di farmi conoscere dai miei insegnanti.

martedì 25 novembre 2014

                                                               Luci d' artista 2014.
Arrivano anche quest'anno le spettacolari luci che caratterizzano la nostra città nel periodo di Natale. Come sempre troviamo un mondo fatato con elfi, angeli, fate, gnomi...e  quest' anno la Villa Comunale sarà caratterizzata da due fiabe della Walt Disney... Cenerentola e Peter Pan. Troveremo un' atmosfera fiabesca anche nel giardino fatato caratterizzato da piccole lanterne sospese in aria e da un enorme drago sputafuoco. Girare per le strade di Salerno sembrerà attraversare  un posto magico e fantastico tra angeli musicisti e arcobaleni colorati. Venerdì 7 novembre, presso la Villa

Comunale di Salerno, il Sindaco Vincenzo De Luca ha inaugurato l'edizione 2014 di Luci d’Artista. Ospiti dell’evento inaugurale sono stati Maurizio Casagrande, Tullio De Piscopo e Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito. Dopo l’accensione del Giardino Incantato, il Sindaco De Luca ha effettuato un percorso attraverso le principali opere luminose installate nelle strade nelle piazze del centro storico cittadino, fino ad arrivare in Corso Vittorio Emanuele, per l’accensione dell’Aurora Boreale, e a Piazza Flavio Gioia. La serata si è conclusa con una visita in Piazza Monsignor Grasso, nella
zona orientale della città.






Una commedia degli equivoci ambientata nel mondo della scuola. Christian De Sica è il preside puntiglioso di una scuola media toscana nella quale giunge in visita una classe di studenti napoletani accompagnati da un eccentrico professore (Rocco Papaleo). Non tutto però sembra corrispondere al programma. Perché quando la tecnologia inganna – in questo caso basta solo che Accra, in Ghana, diventi… Acerra Napoli – si genera l'equivoco che porterà confusione e tanto scompiglio.C’è una scuola ad Acerra, Napoli, e un’altra a San Quirico d’Orcia. Al sud va tutto a rotoli ma dalla sua scrivania situata nei cessi il preside Lello Arena, irriducibile idealista, scrive a Napolitano. Ma invece della risposta arriva un’altra lettera. Al “nord” il preside Christian De Sica è di altra pasta. Cialtrone, maneggione, gli preme solo vincere la gara nazionale tra istituti. Il suo piano di invitare una scolaresca africana, abbastanza opportunista da procurare punteggio, fa breccia presso l’assessore Pd che in ufficio ha il poster del “Che” pensando che sia un cantante. Una svista del bidello Nicola Rignanese spedisce l’invito non ad Accra, Ghana, ma ad Acerra. Equivoco che potrebbe essere degno di Totò. I terroni partono guidati dal prof Papaleo, assenteista ma un po’ “capitano, mio capitano”, e dalla prof Finocchiaro, sudista adottiva, che dalla Val d’Orcia è scappata dopo la rottura del fidanzamento con il preside, a detta di lei. Sarabanda moderatamente divertente infarcita di neo luoghi comuni.

A cosa serve questo blog? Ad aiutarvi in italiano,in particolare sui temi... Se avete bisogno di un argomento specifico contattate in privato sulla pagina facebook "ellegi consigli" oppure nei commenti sotto i post che pubblicheremo nel blog.. Saremo sempre on line 24h/24h! Nel frattempo pubblicheremo dei temi sull'attualità o sulle grandi opere dei poeti più importanti,come Leopardi, Manzoni... Speriamo di esservi utili!
Ellegi 👋😍🔝
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